mercoledì 13 aprile 2016

Jeeg Robot

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Ospite nella redazione di Fanpage.it l'attore Claudio Santamaria, reduce dal grande successo televisivo 

della fiction "È arrivata la felicità". Il 25 febbraio 2016 uscirà il nuovo film, dal titolo "Lo chiamavano Jeeg 

Robot", che lo vede nei panni di un super eroe: "È un film bellissimo e unico, come in Italia non se ne

 sono mai fatti". Per la regia di di Gabriele Mainetti, la 

pellicola ribalterà definitivamente il concetto di 

supereroe, affidando i superpoteri ad un piccolo 

delinquentello di periferia. Con Claudio Santamaria

 abbiamo parlato di quanto sia stato difficile aumentare di peso e impugnare per la prima volta lo scettro 

dell'invulnerabilità. Non di meno, il lavoro a teatro, con la tornee di 'Gospodin', che da due anni gli sta 

regalando immense soddisfazioni.

Fonte: fanpage.it

martedì 29 marzo 2016

CROCCANTE DI MANDORLE

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DESCRIZIONE


Ecco il dolce che non può mai mancare a casa mia durante le feste di Natale: il croccante alle mandorle. E perché no, anche in occasione delle grandi reunion fra parenti, il croccante è quel dolce passpartout da sgranocchiare con chi vuoi bene: davanti al calduccio del caminetto, a fine cena e persino a merenda. Ed il bello - o forse il brutto, per la linea! - è che è molto semplice e veloce da realizzare. Una meraviglia di zucchero, limone e mandorle che da generazioni delizia ed incanta il palato dei più golosi, piccoli o grandi che siano.
CARATTERISTIChe
Difficoltà: Bassa
Preparazione: 30 Minuti
Cottura: 15 Minuti

INGREDIENTI

Per 6 persone

350 gr. di Zucchero semolato
300 gr. di  Mandorle
un cucchiaio di succo di Limone
60 ml. di Acqua naturale a temperatura ambiente


PREPARAZIONE


In una terrina ponete le mandorle dotate di buccia e copritele interamente con acqua bollente, lasciandole in ammollo per 5 minuti. Scolate le mandorle e sbucciatele, asciugandole con della carta assorbente.
Foderate una placca per forno con della carta oleata e disponetevi sopra le mandorle pelate che farete tostare a 180 gradi per 5 minuti circa in modo che risultino dorate (ma non scure).
Procedete ora con la preparazione del caramello: versate lo zucchero, l'acqua ed il succo di limone. Fate sciogliere il tutto a fuoco dolce senza smettere di mescolare sino a quando non otterrete un composto dalle tonalità dorate.
A parte tritate in maniera grossolana metà delle mandorle. Quando il caramello sarà pronto spegnete il fornello e versate nella pentolina sia le mandorle intere che quelle tritate.
Mescolate in maniera energica con un mestolo di legno, compiendo movimenti ampi dall'alto verso il basso sino ad inglobare nel caramello tutte le mandorle.
Versate subito il composto caldo su una teglia rivestita con carta da forno. Livellate con cura la superficie con l'ausilio di una spatola o di un cucchiaio. Fate raffreddare il tutto per alcuni minuti ma, poco prima che solidifichi completamente, rovesciatelo su di un tagliere e dividetelo a strisce o a losanghe. Servite freddo.
Consiglio: Poco prima di tagliarlo, potete strofinare il vostro croccante con un' arancia od
un limone interi: questa operazione è utile sia per livellare meglio il tutto ma anche per
dargli un piacevole aroma.

Fonte: cucinare.it

domenica 20 marzo 2016

Kate Winslet: "Niente social network per i miei figli"


"A casa mia i  social network  non si Usano".  Kate Winslet  in versione sergente di ferro, Rivela di Aver  vietato ai figli  l'uso di  Facebook  e Simili: "Hanno un enorme Impatto sull 'autostima  delle Giovani donne - afferma l'attrice in un'intervista al Times Domenica, Facendo Riferimento alla figlia  Mia, 15 anni, nata dal matrimonio con James  Threapleton  -.. Modellano se stesse in Continuazione pur di piacere alle PERSONE E this poi causa Problemi alimentari, un pensiero Che mi fa ribollire il sangue ".

>Voglio Che i miei figli crescano"  arrampicandosi  Sugli alberi o Giocando un  Monopoli, senza Dispositivi elettronici Tra le mani - aggiunge Kate, Che poi conclude -. E 'triste when ad un tavolo ognuno tiene Gli occhi solista sul Suo  smartphone. In Una famiglia è bello il Concetto di unione, senza interruzioni. E i Dispositivi Internet Sono una grande Interruzione ". Un Messaggio rivolto Soprattutto, per via dell'Età, alla figlia Mia, also se l'attrice ha puro Joe, 11 anni e Avuto dal Secondo marito Sam Mendes, e Orso, nato un anno e mezzo fa dall'amore con  Ned Rocknroll.

Fonte: lospettacolo.it

venerdì 18 marzo 2016

Polpette di manzo macinato

Polpette  di manzo macinato

INGREDIENTI


  • • 500 gr di macinato di manzo
  • • 200 gr di pollo
  • • 2 uova
  • • 300 gr di pane grattugiato
  • • 150 gr di farina 00
  • • 300 gr di pane raffermo
  • • 200 ml di latte
  • • Origano secco
  • • sale
  • • 300 gr di passata di pomodoro
  • • Olio
  • • 1 spicchio d’aglio
  • • 50 gr di prezzemolo fresco tritato
PREPARAZIONE

Le polpette classiche sono facilissime da preparare e,quando le facciamo,consiglio sempre di farne in tante quantità da mettere via tranquillamente in freezer.
Prepariamo il sugo alla “pizzaiola”:rosoliamo lo spicchio con due cucchiaio di olio,poi ci buttiamo la passata e una manciata d’origano secco e sale.
Cuociamo per 10 minuti e poi togliamo l’aglio dal sugo.
Nel frattempo lessiamo il pollo a parte,quando sarà raffreddato lo maciniamo finemente;prepariamo anche il pane raffermo a parte,lo tagliamo a pezzi irregolari e lo bagniamo con il latte finchè non diventerà una poltiglia.
In un grande recipiente ci mettiamo pane,pollo e macinato,ci mettiamo una presa di sale e mescoliamo tutto energicamente.Aggiungiamo poi i due tuorli per legare,il prezzemolo tritato e il sugo alla pizzaiola.
Il composto deve risultare compatto,infatti useremo il pane grattuggiato e,con le mani,ci aiutiamo per legare tutto assieme.
Io ho usato un poco di farina per aiutarmi,se fosse necessario usiamola ma poca ,altrimenti “spacca” le polpette.
Facciamo delle palline come desideriamo,io le ho fatte piccole,medie e grosse;a parte mettiamo altro pane grattugiato in un piatto fondo perchè,una volta formate le polpette,dobbiamo passarle dentro per creare la loro “crosta”.
Se le vogliamo consumare subito,prepariamo la teglia con la carta da forno,riscaldiamo il forno a 200° modalità grill per 10 minuti.
Se le palle son piccole vanno bene 15 minuti di cottura,se son grosse o medie anche 20-25 minuti massimo.L’aspetto dovrà essere dorato,ogni tanto giriamole altrimenti bruciano solo da un lato.
Se invece le vogliamo mettere nel freezer,io le incarto singolarmente e poi le metto via in sacchetti appositi.
Queste polpette sono deliziose perché il sugo alla pizzaiola dà quale tocco rustico alla carne.

Fonte: tribugolosa.com

giovedì 3 marzo 2016

Pizza da asporto?

cartone pizza

Dopo i sospetti sui pericoli legati al consumo di pizza cotta nei forni a legna, arriva un'altra minaccia contro uno dei prodotti più tipici del made in Italy nel mondo. L'allarme è partito dagli Stato Uniti, dove la Food and Drug Administration ha vietato l'uso di tre tipi di perfluoroalchilicousati per le confezioni di cartone delle pizze da asporto. Non è più certo - sostiene l'agenzia - che le sostanze chimiche alla base della composizione della maggior parte delle scatole della pizza siano sicure. Il ruolo delle sostanze mescolate con la cellulosa è quello di mantenere integre le scatole e proteggerle da grasso e umidità. Ma a contatto con il cibo, secondo la Fda, aumentano i rischi di favorire il cancro al seno e altre forme tumorali.

Un pericolo registrato anche dalle autorità italiane, visto che lo stesso ministero dell'Ambiente in un report ha chiarito che: i composti perfluoroalchilici vengono usati nei rivestimenti dei contenitori per il cibo, come ad esempio quelli dei fast food o nei cartoni delle pizze d'asporto, nella produzione di Teflon e del Gore-Tex, materiale che ha trovato applicazione in numerosi campi.
Fonte: ilgiornale.it

mercoledì 24 febbraio 2016

Il sapore del successo

Il sapore del successo: recensione del film culinario con Bradley Cooper e Sienna Miller

Uno dei motivi per cui il lungimirante e scaltro Harvey Weinstein ha rimandato l’uscita de Il sapore del successo – alias Chef e poi Adam Jones prima di diventare definitivamente Burnt – sono state alcune recensioni pubblicate anzitempo nelle quali il non eccelso gradimento dell’avventura londinese di un cuoco un po’ maudit era stato manifestato attraverso l’uso spasmodico di similitudini culinarie.
Quindi, nel rispetto del potentissimo produttore e dell’ottima coppia Bradley Cooper/Sienna Miller, non esprimeremo le nostre perplessità dicendo che il film di John Wells è una pietanza non abbastanza sapida, una maionese impazzita, un soufflé che non è cresciuto al punto giusto o semplicemente un piatto i cui ingredienti non sono bene amalgamati.

No, la caccia alla terza stella Michelin di un ex ragazzaccio che per tenere lontana la bottiglia preferisce sgusciare migliaia di ostriche invece di ricorrere ai 12 passi degli Alcoolisti Anonimi non merita paragoni tanto scontati né un trattamento così inclemente, perché nonostante tutto serve benissimo il suo scopo, anzi i suoi scopi, che sono due: deliziare la vista e stuzzicare la golosità dei maniaci del Food Porn e intrattenere piacevolmente coloro che amano e si riconoscono nelle vicende di redenzione, nei viaggi metaforici e nelle storie che contengono un messaggio, una lezione da tenere presente quando la bilancia dell’esistenza pende inesorabilmente dalla parte del no. L’insegnamento in questione – che suggerisce di non contare unicamente sulle proprie forze ma di cercare aiuto negli altri – forse non è originale, ma non va dimenticato, perché dovunque e comunque l’unione farà sempre la forza.
Poi c’è l’ossessione per la perfezione del personaggio di Bradley blue eyes, che è la grande nevrosi dell’oggi, una fonte di guadagno per moltitudini di strizzacervelli e un viatico per una sicura immedesimazione da parte chi macina cose a 300 all’ora e poi va al cinema.
Il Chris Kyle di American Sniper, inoltre, si destreggia a meraviglia tra i fornelli, e questo aggiunge frecce all’arco del suo chef che è sempre super cool, sia con una giacca di pelle che con la divisa da cuoco, risposta contemporanea (in fatto di appeal) alle uniformi da ufficiale di una volta.
Il problema di Adam Jones, piuttosto, (e del film stesso) è che a un certo punto comincia a prendersi troppo sul serio. Senza invocare al suo posto un Will Ferrell(come fa un critico americano), ci basti dire che avremmo voluto fra le sue caratteristiche una minima dose di quell’ironia che accompagna le scene introduttive. In fondo, Il sapore del successo comincia come un divertente heist movie, ne quale il bad-ass di turno recluta i suoi complici/scagnozzi. Qui gli aiutanti, che vengono dai quattro angoli d’Europa, fanno bene la loro parte di spiritosa Armata Brancaleone, poi però la macchina da presa li abbandona, concentrandosi quasi sempre solo sul protagonista. Abbiamo detto "quasi", perché fra le “figurine” Omar Sy, Riccardo Scamarcio e Matthew Rhys si fa strada un misuratissimo e gentile Daniel Brhuel, attore superbo che continua fortunatamente a fare capolino in tante produzioni nordamericane.
E Sienna? Sienna se la cava, ma la suos-chef che interpreta è un personaggio di cui è difficile capire azioni, ragioni, innamoramenti e remissività.
Per fortuna, a questi problemi sostanzialmente di sceneggiatura – fra cui annoveriamo l’inutile aggiunta di sottotrame che non vengono sviluppate – ripara in qualche modo l’abilità con cui il regista filma la vita di cucina, muovendosi freneticamente fra pentole e coltelli e concedendosi primissimi piani dei manicaretti serviti ai clienti del Langham Restaurant. Che poi ci vada o meno di sfamarci con questi "piattini miserelli" è un discorso da fare in altra sede, maWells dimostra comunque perizia e attenzione al particolare, rendendo lo spettatore non abituato ai cooking show partecipe dell’isteria mista ad ansia di prestazione che caratterizza la preparazione di un grande piatto. Così facendo cavalca l’onda delle mode contemporanee, appagando il nostro desiderio un po’ malato di reality, ma dimenticando di sottolineare, salvo in un paio di momenti, la funzione più importante che il cibo dovrebbe avere: quella di riunire, aggregare, creare una condivisione.
Per noi condivisione fa rima con garbo e con lentezza, con la calma ritualità de Il pranzo di Babette e di Big Night. Ma si tratta di film che sono stati girati negli anni ‘80 e ’90, quando nelle cucine non regnavano prime donne aggressive e chi alzava la voce veniva messo a lavare i piatti.
Fonte: comingsoon.it

mercoledì 3 febbraio 2016

REGRESSION


A sei anni da Agora riecco Alejandro Amenàbar, ma il ritorno al thriller mostra un po' di ruggine…

Aveva parlato di uguaglianza tra i sessi nel 2009 e di eutanasia nel 2004, ma sono quindici gli anni che ci separano dall'inquietante The Others con il quale Alejandro Amenàbar si era presentato al mercato statunitense. Il ritorno al thriller di Regression ripropone alcune delle sue atmosfere e ossessioni, ma il lungo attendere un tema che lo spingesse ad affrontarlo sembra quasi aver appesantito lo sviluppo e finito per confondere le idee allo stesso autore.

Che voleva dichiaratamente realizzare un film "sul diavolo", e sui cliché che gli ruotano intorno, evitando le stesse banalità sul satanismo che lo avevano annoiato durante la fase di ricerca. E per quanto non sia riuscito a restarne del tutto immune, soprattutto per quel che riguarda il tentativo di disarmare i meccanismi con cui si crea il terrore, sono altri gli aspetti interessanti che emergono dalla vicenda.

I definitiva un film sugli errori. Che tutti (inclusi Emma Watson e Ethan Hawke), a un certo punto, fanno. Nel film e nella vita. Sulle ansie di perfezione che derivano dalla paura di farne, o che gli altri ne facciano. Le conseguenze della durezza nel giudicarsi e della facilità di giudicare, proprio affidandosi a quegli stereotipi di cui si parlava o magari a procedimenti che non siamo abituati a mettere in discussione.

Quello della 'regressione' psicanalitica, per esempio, alla base del film e ormai caduto in disgrazia, ma che negli anni '90 - quando la storia è ambientata (anche dal punto vista estetico, seppur denunci una forte fascinazione per i '70) - poteva porre le premesse per un thriller nel thriller come questo. Nel quale però può risultare complicato districarsi, trovare il bandolo della matassa, il vero percorso immaginato dal suo creatore. Che forse indulge troppo nell'accumulare possibilità narrative e potenziali colpevoli, creando i presupposti per mantenere la tensione fino alla fine, ma anche lasciando il dubbio di essersi affidato a una costruzione più opportunista che consapevole.

Fonte: film.it